Concerts in Borromini’s Sacristy: 3 settembre
SAGRESTIA DEL BORROMINI, Chiesa di Sant’Agnese (Piazza Navona), Roma
STARTING AT 5.45 PM (the concert lasts one hour)
THE MOST BEAUTIFUL MUSIC FOR VIOLIN & GUITAR
FLAVIA DI TOMASSO: violino
VALENTINA PELLECCHIA: chitarra
PROGRAM
di A. Vivaldi (1678-1741)
“Andante” dal Concerto per due mandolini RV 532
di P.D. Paradisi (1707-1791)
“Toccata in A major”
di F. Rebay (1880-1953)
Sonata in mi minore per violino e chitarra
(Allegro ma non troppo - Tema - Moderato - Minuetto - Rondò)
di Niccolò Paganini (1782/1840)
“Cantabile”
THE MOST BEAUTIFUL MUSIC FOR VIOLIN & GUITAR
Il concerto offre un dialogo raffinato tra la brillantezza del violino e l'intimità della chitarra, trasformando i classici in un'esperienza cameristica suggestiva. La trasposizione delle opere vivaldiane brilla per agilità tecnica, mantenendo intatta l’energia barocca nonostante l'organico ridotto. Paradisi e Rossini permettono di incontrare il brio del Settecento. L'ironia operistica di Rossini trova una nuova veste elegante, dove la chitarra funge da orchestra in miniatura. Bellissima l'opera di Ferdinand Rebay: vero punto di forza, le sue composizioni originali sfruttano appieno l'idioma di entrambi gli strumenti, creando atmosfere liriche e tardo-romantiche. L'esecuzione bilancia abilmente virtuosismo e introspezione, rendendo giustizia a un connubio strumentale spesso sottovalutato.
The concert offers a refined dialogue between the brilliance of the violin and the intimacy of the guitar, transforming the classics into an evocative chamber experience. The transposition of Vivaldi's works shines with technical agility, keeping the baroque energy intact despite the reduced number of musicians. Paradisi and Rossini allow us to encounter the panache of the eighteenth century. Rossini's operatic irony finds a new elegant guise, where the guitar acts as a miniature orchestra. Ferdinand Rebay's work is beautiful: a true strong point, his original compositions take full advantage of the idiom of both instruments, creating lyrical and late-romantic atmospheres. The performance cleverly balances virtuosity and introspection, doing justice to an often underestimated instrumental combination.