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Concerts in Borromini’s Sacristy: 17 dicembre

SAGRESTIA DEL BORROMINI, Chiesa di Sant’Agnese (Piazza Navona), Roma
STARTING AT 5.45 PM (the concert lasts one hour)

NOTTURNI, SERENATE E PASSIONI
ALESSANDRO MARANO: pianoforte

PROGRAM

di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto 1813 – Milano 1901) – Franz Liszt (Raiding 1811 – Bayreuth 1886)
Aida – Danza sacra e duetto finale, trascrizione per pianoforte S. 436

di Richard Wagner (Lipsia 1813 – Venezia 1883) – Franz Liszt (Raiding 1811 – Bayreuth 1886)
Fantasia su temi dell'opera Rienzi, S. 439

di Modest Musorgskij (Karevo 1839 – San Pietroburgo 1881)
Quadri di un'esposizione (1874)


SCENE E VISIONI
Un percorso tra teatro musicale e immaginazione pittorica, attraverso tre grandi pagine del repertorio pianistico nelle quali lo strumento assume una straordinaria ricchezza di colori e dimensioni sonore. Il recital di Alessandro Marano si apre con le trascrizioni di Franz Liszt dall'Aida di Giuseppe Verdi, con la Danza sacra e il duetto finale, e prosegue con la Fantasia su temi del Rienzi di Richard Wagner, opere nelle quali la scrittura pianistica restituisce la forza drammatica, il lirismo e la complessità dell'universo operistico. La seconda parte del programma è dedicata ai Quadri di un'esposizione di Modest Musorgskij, una delle composizioni più originali del repertorio pianistico, nella quale immagini, personaggi e atmosfere prendono forma attraverso una successione di episodi fortemente caratterizzati. Un programma che mette in relazione la teatralità dell'opera, il virtuosismo della trascrizione e la capacità della musica di trasformare suggestioni visive in un racconto sonoro di grande intensità.

SCENES AND VISIONS
A journey through musical theatre and pictorial imagination, featuring three major works of the piano repertoire in which the instrument reveals an extraordinary richness of colour and sound. Alessandro Marano’s recital opens with Franz Liszt’s piano transcription from Giuseppe Verdi’s Aida, featuring the Sacred Dance and Final Duet, followed by the Fantasy on themes from Richard Wagner’s Rienzi. These works bring the dramatic power, lyricism and complexity of the operatic world into the language of the piano. The second part of the programme is devoted to Modest Mussorgsky’s Pictures at an Exhibition, one of the most original compositions in the piano repertoire, in which images, characters and atmospheres come to life through a sequence of vividly contrasting musical scenes.
A programme exploring the relationship between operatic drama, the virtuosity of piano transcription and music’s remarkable ability to transform visual impressions into a richly expressive musical narrative.

NOTE AL PROGRAMMA
PROGRAMME NOTES

Giuseppe Verdi – Franz Liszt
Aida – Danza sacra e duetto finale, S. 436
Tra le numerose trascrizioni e parafrasi operistiche realizzate da Franz Liszt, la Danza sacra e duetto finale d'Aida occupa un posto particolare per la concentrazione espressiva e la sensibilità con cui il compositore ungherese rilegge la musica di Giuseppe Verdi. L'opera, rappresentata per la prima volta al Cairo nel 1871, unisce la grandiosità dello spettacolo teatrale a un dramma umano dominato dal conflitto tra amore, dovere e destino. Liszt sceglie due momenti molto diversi della partitura verdiana, accostandoli in un'unica composizione pianistica. Il primo proviene dalla scena del tempio di Vulcano, nel primo atto, dove il canto rituale e la danza sacra introducono una dimensione solenne, sospesa e profondamente evocativa. Il secondo è tratto dal finale dell'opera, quando Aida e Radamès, ormai condannati a morire insieme, intonano il loro ultimo duetto, O terra addio. Il passaggio dalla dimensione collettiva del rito all'intimità dell'addio costituisce il centro espressivo della trascrizione. La scrittura pianistica conserva il carattere vocale delle melodie verdiane, ma ne amplia la risonanza attraverso un raffinato impiego delle armonie, dei registri e delle possibilità timbriche dello strumento. Lontano dalle grandi parafrasi virtuosistiche che avevano caratterizzato la prima parte della sua carriera, Liszt privilegia qui la profondità del sentimento e la forza evocativa del suono. Il virtuosismo è subordinato al racconto musicale: gli slanci drammatici si alternano a momenti di estrema delicatezza, fino alla conclusione, nella quale la tensione si dissolve progressivamente. La trascrizione diventa così una nuova lettura dell'opera, capace di racchiudere nel pianoforte la solennità del rito, l'intensità del canto e la dimensione tragica dell'ultimo incontro tra i protagonisti.

English
Among Franz Liszt’s numerous operatic transcriptions and paraphrases, Danza sacra e duetto finale d’Aida holds a distinctive place for its expressive concentration and the sensitivity with which the Hungarian composer reinterprets Giuseppe Verdi’s music. First performed in Cairo in 1871, Aida combines the grandeur of operatic spectacle with a deeply human drama shaped by the conflict between love, duty and destiny. Liszt selects two contrasting moments from Verdi’s score, bringing them together in a single piano composition. The first comes from the temple scene in Act I, where ritual singing and sacred dance create a solemn, suspended and evocative atmosphere. The second is taken from the opera’s final scene, when Aida and Radamès, condemned to die together, sing their farewell duet, O terra addio.
The transition from the collective dimension of religious ritual to the intimacy of the final farewell forms the expressive heart of the transcription. The piano writing preserves the vocal character of Verdi’s melodies while expanding their resonance through a refined use of harmony, register and instrumental colour.
Moving away from the spectacular virtuoso paraphrases of his earlier career, Liszt places greater emphasis on emotional depth and the evocative power of sound. Virtuosity serves the musical narrative: dramatic passages alternate with moments of extraordinary delicacy, leading towards a conclusion in which the tension gradually subsides. The transcription thus becomes a new interpretation of the opera, allowing the piano to encompass the solemnity of ritual, the intensity of vocal expression and the tragic dimension of the protagonists’ final encounter.

Richard Wagner – Franz Liszt
Fantasia su temi dell'opera Rienzi, S. 439
Composta nel 1859, la Fantasia su temi dell'opera Rienzi testimonia il profondo legame artistico che unì Franz Liszt e Richard Wagner, due figure centrali nella trasformazione del linguaggio musicale ottocentesco. Liszt fu tra i primi grandi sostenitori della musica wagneriana e contribuì in modo determinante alla sua diffusione attraverso esecuzioni, trascrizioni e rielaborazioni pianistiche. Rienzi, l'ultimo dei tribuni, rappresentato per la prima volta a Dresda nel 1842, appartiene alla produzione giovanile di Wagner e risente dell'influenza del grand opéra francese. Ambientata nella Roma del Trecento, l'opera racconta l'ascesa e la caduta di Cola di Rienzo, figura storica che tenta di restituire alla città il suo antico splendore, finendo travolta dai conflitti politici e dal proprio destino. Per la sua Fantasia, Liszt sceglie alcuni dei temi associati al protagonista, tra cui l'invocazione Santo spirito cavaliere, la preghiera del quinto atto e il richiamo alla lotta. Questi materiali vengono rielaborati e collegati attraverso una scrittura pianistica di grande libertà, che supera il carattere della semplice trascrizione. La composizione alterna momenti di solennità quasi cerimoniale a episodi di forte tensione drammatica. Le melodie si trasformano attraverso variazioni armoniche, contrasti dinamici e passaggi di notevole impegno tecnico, mentre la densità degli accordi e l'ampiezza dei registri restituiscono al pianoforte una dimensione quasi orchestrale. Il virtuosismo non costituisce soltanto un elemento spettacolare, ma contribuisce a costruire il carattere eroico e tragico del racconto. Liszt concentra nella tastiera la grandiosità della scena teatrale, il conflitto interiore del protagonista e la forza collettiva della musica wagneriana. La Fantasia rappresenta così un esempio significativo del rapporto tra opera e pianoforte nell'Ottocento: una composizione autonoma che, attraverso la trasformazione dei temi originali, conserva la tensione drammatica e l'identità musicale dell'opera da cui prende origine.

English
Composed in 1859, the Fantasy on Themes from Rienzi reflects the profound artistic relationship between Franz Liszt and Richard Wagner, two central figures in the transformation of nineteenth-century musical language. Liszt was among the earliest major supporters of Wagner’s music and played a decisive role in promoting it through performances, transcriptions and piano arrangements. Rienzi, the Last of the Tribunes, first performed in Dresden in 1842, belongs to Wagner’s early creative period and reflects the influence of French grand opera. Set in fourteenth-century Rome, it tells the story of the rise and fall of Cola di Rienzo, a historical figure who attempts to restore the city’s former greatness but is ultimately overwhelmed by political conflict and his own destiny. For his Fantasy, Liszt selects several themes associated with the protagonist, including the invocation Santo spirito cavaliere, the prayer from Act V and the call to battle. These musical ideas are transformed and connected through a remarkably free piano texture, moving beyond the boundaries of a straightforward transcription. The composition alternates moments of almost ceremonial grandeur with episodes of intense dramatic tension. Melodies are transformed through harmonic variation, dynamic contrasts and technically demanding passages, while the density of the chords and the breadth of the piano registers create an almost orchestral dimension. Virtuosity is not merely a spectacular display but an essential element in shaping the heroic and tragic character of the narrative. Liszt brings together the grandeur of the operatic stage, the protagonist’s inner conflict and the collective power of Wagner’s musical language within the expressive possibilities of the keyboard. The Fantasy therefore represents a significant example of the relationship between opera and piano in the nineteenth century: an independent composition that preserves the dramatic tension and musical identity of its operatic source through the transformation of its original themes.

Modest Musorgskij
Quadri di un'esposizione (1874)
Composti nel 1874, i Quadri di un'esposizione nascono dal profondo legame di amicizia tra Modest Musorgskij e il pittore e architetto Viktor Hartmann, scomparso prematuramente nel 1873. L'anno successivo, una mostra commemorativa delle opere dell'artista offrì al compositore l'occasione per trasformare alcune immagini pittoriche in una delle creazioni più originali della letteratura pianistica. La composizione si articola in dieci quadri musicali, collegati dal tema ricorrente della Promenade, che rappresenta idealmente il visitatore mentre attraversa le sale dell'esposizione. Il tema, caratterizzato da una particolare libertà ritmica e da inflessioni vicine alla tradizione musicale russa, ritorna più volte con differenti sfumature, riflettendo il mutare delle impressioni suscitate dalle immagini. Ogni quadro possiede un'identità musicale precisa. Lo Gnomo si manifesta attraverso movimenti irregolari, gesti improvvisi e sonorità grottesche; il Vecchio castello evoca invece un'atmosfera lontana e malinconica, affidata a una melodia dal carattere contemplativo. Nelle Tuileries prende vita il movimento vivace dei bambini nei giardini parigini, mentre Bydło restituisce il procedere pesante di un carro trainato da buoi. Il Balletto dei pulcini nei loro gusci introduce una dimensione leggera e fantastica, costruita su figurazioni rapide e delicate. In Samuel Goldenberg e Schmuÿle, il contrasto tra due personaggi si traduce in un dialogo musicale di forte caratterizzazione. Il Mercato di Limoges è animato da un movimento incessante, quasi una conversazione collettiva fatta di richiami, voci e sovrapposizioni. La prospettiva cambia radicalmente nelle Catacombe, dove la scrittura si fa severa e immobile, attraversata da un senso di mistero. Nel successivo Cum mortuis in lingua mortua, il tema della Promenade riappare trasformato in una meditazione sul ricordo e sulla morte, assumendo un significato più profondo rispetto alla sua funzione iniziale. La tensione torna a crescere con La capanna sulle zampe di gallina (Baba Yaga), ispirata alla figura della strega del folklore russo. La musica si sviluppa attraverso ritmi incalzanti, contrasti improvvisi e una scrittura pianistica di grande energia, fino a sfociare senza interruzione nel quadro conclusivo. La Grande porta di Kiev rappresenta il culmine dell'intera composizione. Ispirata a un progetto architettonico monumentale di Hartmann, mai realizzato, si sviluppa attraverso accordi solenni, richiami al canto liturgico e sonorità che evocano il rintocco delle campane. Il tema della Promenade ritorna in una dimensione grandiosa, trasformando il percorso individuale attraverso l'esposizione in una conclusione di carattere quasi celebrativo. La forza dei Quadri di un'esposizione risiede nella straordinaria capacità di Musorgskij di trasformare immagini statiche in situazioni musicali vive, animate da gesti, personaggi, movimenti e atmosfere. Il pianoforte diventa uno strumento capace di evocare spazi, materiali e colori, attraverso una scrittura che alterna essenzialità e complessità, introspezione e monumentalità. Sebbene l'opera sia oggi conosciuta anche attraverso numerose orchestrazioni, tra cui quella celebre di Maurice Ravel del 1922, la versione originale per pianoforte conserva una forza espressiva particolarmente diretta. La varietà dei registri, la densità degli accordi, la libertà ritmica e l'originalità delle soluzioni armoniche rivelano una concezione dello strumento capace di superare continuamente i propri confini. A conclusione del concerto, i Quadri di un'esposizione riuniscono e ampliano alcuni degli elementi già presenti nelle trascrizioni lisztiane: la teatralità, il contrasto drammatico, la ricchezza timbrica e la capacità della musica di costruire un racconto. Dall'opera al mondo delle immagini, il pianoforte diventa protagonista di una narrazione nella quale suono e immaginazione si incontrano.

English
Composed in 1874, Pictures at an Exhibition originated from the close friendship between Modest Mussorgsky and the painter and architect Viktor Hartmann, who died prematurely in 1873. The following year, a memorial exhibition of Hartmann’s works inspired the composer to transform a series of visual images into one of the most original creations in the piano repertoire. The composition consists of ten musical pictures connected by the recurring Promenade theme, representing the visitor walking through the exhibition galleries. Characterised by rhythmic freedom and melodic inflections associated with Russian musical traditions, the theme returns several times in different forms, reflecting the changing impressions created by the artworks. Each picture possesses a distinct musical identity. Gnomus unfolds through irregular movements, sudden gestures and grotesque sonorities, while The Old Castle evokes a distant, melancholy atmosphere through a contemplative melodic line. Tuileries brings to life the lively movements of children in the Parisian gardens, while Bydło portrays the heavy progress of an ox-drawn cart. Ballet of the Unhatched Chicks introduces a light and fantastical dimension, built upon rapid and delicate musical figures. In Samuel Goldenberg and Schmuÿle, the contrast between two characters becomes a strongly characterised musical dialogue. The Market at Limoges is animated by restless movement, almost suggesting a collective conversation of overlapping voices and calls. The perspective changes dramatically in Catacombs, where the musical writing becomes severe and motionless, permeated by a sense of mystery. In the following Cum mortuis in lingua mortua, the Promenade theme returns transformed into a meditation on memory and death, acquiring a deeper meaning than its original function. Tension rises again in The Hut on Fowl’s Legs (Baba Yaga), inspired by the witch of Russian folklore. The music develops through driving rhythms, sudden contrasts and highly energetic piano writing, leading without interruption into the final picture. The Great Gate of Kiev represents the culmination of the entire composition. Inspired by a monumental architectural design by Hartmann that was never built, the movement unfolds through solemn chords, echoes of liturgical chant and sonorities suggesting the ringing of bells. The Promenade theme returns on a grand scale, transforming the individual journey through the exhibition into an almost ceremonial conclusion. The extraordinary power of Pictures at an Exhibition lies in Mussorgsky’s ability to transform static images into living musical situations, animated by gestures, characters, movements and atmospheres. The piano becomes an instrument capable of evoking spaces, materials and colours through a musical language that alternates simplicity and complexity, introspection and monumentality. Although the work is now also widely known through numerous orchestrations, including Maurice Ravel’s celebrated version of 1922, the original piano composition retains an exceptionally direct expressive force. The variety of registers, density of chords, rhythmic freedom and originality of harmonic solutions reveal a conception of the instrument that continually extends its expressive boundaries. As the conclusion to the recital, Pictures at an Exhibition brings together and expands several elements already explored in Liszt’s transcriptions: theatricality, dramatic contrast, richness of colour and music’s ability to construct a narrative. From the world of opera to that of visual imagery, the piano becomes the central voice of a musical journey in which sound and imagination meet.
Ente del Terzo Settore iscritto al RUNTS n° 88803 in data 07/11/2022 e Scuola di Musica inserita nell'elenco delle Scuole di Educazione Musicale riconosciute dalla Regione Lazio con determinazione n. G16116 del 22/11/2022 . Gli iscritti al Luogo Arte Accademia Musicale possono usufruire della detraibilità dell'imposta sul reddito.
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